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Programma 2018: la città è il teatro, la città è protagonista.

Che cosa ci fa sentire parte di un gruppo, di una coppia, di una comunità? Quali relazioni facilitano la creazione di una comunità inclusiva e aperta all’ascolto? Cosa c’è alla base dei rapporti umani, siano essi individuali o sociali? Come ripensare le idee di appartenenza e di relazione attraverso le pratiche artistiche?

Con questi interrogativi il Festival di Pergine torna tra il 6 e il 15 luglio, cercando risposte in un programma che attraversa diverse discipline artistiche, intrecciandole con una ricerca di relazione tutta nuova con la città e il suoi abitanti.

Un percorso iniziato alcuni anni fa e fortemente sostenuto dalla nuova direttrice artistica Carla Esperanza Tommasini, ha portato il Festival di Pergine a una ridefinizione: un nuovo nome – Pergine Festival – che esprime con efficacia l’identità della rassegna, un nuovo staff, un rinnovato e più consapevole legame con il territorio.

Dalla perdita del Teatro Tenda nel 2013, il Festival è cambiato radicalmente nella sua struttura e contenuti, e, trovandosi senza uno spazio, ha fatto della città un teatro. Il programma della 43ma edizione di Pergine Festival racconta questa trasformazione, rappresentando un vero e proprio invito a partecipare. Stamattina l’edizione 2018 è stata presentata in conferenza stampa nella Sala Medievale di Palazzo Festi, presso il Teatro Sociale di Trento. Al tavolo dei relatori: il vice-presidente dell’associazione Pergine Spettacolo Aperto, promotrice del Festival, la direttrice artistica Carla Esperanza Tommasini, l’Assessora alla Cultura del Comune di Pergine Valsugana e Claudio Martinelli, dirigente del Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento.

Dopo la presentazione del programma da parte della direttrice artistica del Festival, l’assessora Bortolamedi ha sottolineato il valore dell’edizione 2018, visto proprio il rapporto delle proposte artistiche con la città: «Sono molto incuriosita dal progetto che coinvolge Palazzo Gentili-Crivelli – ha affermato Bortolamedi – un progetto che ha vinto il bando memoria proposto dal Comune e che rappresenta un’occasione per riaprire un palazzo storico alla comunità». Claudio Martinelli, dirigente del Servizio Attività Culturali della Provincia autonoma di Trento ha invece voluto valorizzare il ruolo politico della cultura: «La funzione della cultura è oggi più importante che mai. Il contesto attuale ci spinge a vedere con forza la responsabilità degli operatori culturali nell’invitare le persone a riflettere e a prendere decisioni consapevoli».

IL PROGRAMMA

La città e i suoi abitanti diventano i veri protagonisti del programma del Festival, ricco di numerosi progetti fortemente partecipativi. Si inaugurerà il Festival con l’apertura del progetto Atlas Pergine, una produzione di Pergine Festival, curata dalla fotografa trentina Elisa D’Ippolito. Si tratta di un viaggio fotografico, sviluppato in un percorso di incontri nei passati mesi, partito dall’idea che la comunità è un’unità viva e complessa e che si pone l’obiettivo di creare un vero e proprio atlante umano che restituirà alla comunità di Pergine un’immagine di se stessa, scomposta in ritratti e ricomposta in una mostra allestita in Sala Maier. Un invito a costruire nuove relazioni parte dalla prima nazionale A Manual on Work and Happiness della compagnia portoghese mala voadora e testo di Pablo Gisbert, un’indagine sul rapporto tra lavoro e felicità costruita in forma di manuale. Venti abitanti di Pergine parteciperanno ad una residenza artistica per la produzione dello spettacolo, in scena il 6 luglio alle 21 al Teatro Comunale. In linea con questa dimensione partecipativa la regista friulana Eleonora Pippo porterà a Pergine la sua creazione people-specific Le ragazzine stanno perdendo il controllo. La società le teme. La fine è azzurra, tratta dall’omonimo fumetto di Ratingher e co-creato con un gruppo di ragazzine locali under 18 (venerdì 13 luglio, ore 20.30, Teatro Don Bosco).

Dopo il successo di Macinante, al lanificio Dal Sasso, e Via S. Pietro 4, negli spazi dell’Ex Ospedale Psichiatrico, la comunità ed i suoi spazi, diventano nuovamente protagonisti nel nuovo lavoro del collettivo milanese Circolo Bergman dal titolo Stanze, che creerà un percorso audio-guidato all’interno del palazzo storico Gentili Crivelli, finora mai aperto al pubblico, che andrà a raccontare poeticamente i personaggi di una famiglia storica di Pergine Valsugana (tutti i giorni alle ore 18.30, 20 e 22).
Nella dimensione partecipativa ed aprendo lo sguardo ad un’idea di teatro e drammaturgia contemporanea, si inserisce il nuovo lavoro di Dynamis, in scena sabato 7 luglio alle 21 presso ex Rimessa Carrozze. Il collettivo di artisti romani tornerà a Pergine con uno spettacolo che si interroga pragmaticamente sull’unità di misura da cui prende nome, svelando le sue possibili sfumature al limite del disumano, che quotidianamente assume.

Uno sguardo attento al teatro contemporaneo e la volontà di promuovere diverse forme dello spettacolo dal vivo, italiano ed internazionale, guidano le scelte artistiche di questa edizione di Pergine Festival, che privilegia spettacoli caratterizzati da una drammaturgia contemporanea non segnata unicamente dal testo, ma costruita attraverso una sapiente commistione di immagini, suoni, corpi ed oggetti in movimento. Questo il caso della compagnia catalana Agrupación Señor Serrano, vincitrice nel 2015 del Leone d’argento per il teatro, con lo spettacolo Birdie (sabato 14 luglio, 21.30) che accompagnerà il pubblico in una geniale composizione multimediale che unisce l’inarrestabile cammino dei migranti, frammenti del film Gli uccelli di Hitchcock e la pratica del golf. Il nuovo testo di Cristian Ceresoli e il lavoro di Dante Antonelli, sviluppano una parola diretta e dirompente, puntando su un minimalismo scenico ed un lavoro attoriale di altissima qualità.

Cristian Ceresoli, autore dello spettacolo di grande successo La merda, già nel programma dell’edizione 2014 di Pergine Festival, presenterà in anteprima la sua nuova creazione, lisergica e rock, intitolata Happy Hour, interpretata da Silvia Galleranno e Stefano Cenci, per la regia del danese Simon Boberg. Lo spettacolo dipinge un mondo presente, in cui l’idea di appartenenza viene ribaltata per diventare una forma di allegro totalitarismo. Sarà al Teatro Don Bosco domenica 15 alle 20.30. Altra prospettiva sull’idea di relazione, nello specifico sul rapporto a due, viene da Duet – Quanti siamo davvero quando siamo noi due?, riscrittura radicale di “Sovrappeso, Insignificante: Informe – una cena europea’ di Werner Schwab, curata dal giovane regista romano Dante Antonelli in (domenica 8 luglio, 20.30, ex Rimessa Carrozze). I lati oscuri delle relazioni umane si raccontano nell’ultimo lavoro di Giuliano Scarpinato, Se non sporca il mio pavimento. Un Mèlo, ispirato a un fatto di cronaca nera (lunedì 9 luglio, ore 21, Teatro Comunale). I Maniaci d’Amore firmano Il desiderio segreto dei fossili, un testo divertente, lieve e durissimo, una riflessione sulla paura del diverso, della vita e del divino, che sarà al Teatro Don Bosco, giovedì 12, ore 21.30. Con tutt’altro approccio, la Scuola di movimento ritmico Mòra, sotto la direzione di Claudia Castellucci/Societas presenterà Verso la specie, un ballo corale “primitivo”, che riesce a rendere l’idea di regressione attraverso i gesti e l’interpretazione dei singoli in continua e costante relazione tra loro. A Pergine sarà in doppia replica, giovedì 12 alle 20.30 e alle 22 alla ex Rimessa Carrozze. A queste opere si affiancheranno i lavori di artisti emergenti, come Muna Mussie e Gironi/Garau, e il percorso sulle nuove tecnologie, inaugurato lo scorso anno, che prosegue in questa edizione con i lavori di Mária Júdová & Andrej Boleslavský e di Marta Di Francesco. Le tecnologie della Virtual e Mixed Reality offriranno la possibilità allo spettatore di fare un’esperienza di visione immersiva e di empatia attraverso l’utilizzo di visori VR. Verranno inoltre prodotti e presentati i lavori vincitori del bando OPEN destinati allo spazio urbano: Dance Makers, gruppo di danzatori vicentini, con le incursioni di danza urbana dal titolo Scores; Full of Beans, collettivo di Latina, con Nuovo Cinema 500 #Pergine, che prevede la realizzazione di un documentario partecipativo su Pergine e l’installazione di una piccola sala cinematografica per due allestita in una vecchia 500; gli architetti trentini Quasar675 con l’installazione urbana mobile Micù – Macchinario inutile di consapevolezza urbana e Azione Improvvisa_Ensemble con Kites oggetti sonori interattivi che faranno risuonare una sinfonia di Pergine.

Uno speciale appuntamento a sostegno della creatività locale sarà dedicato a La vetrina delle idee, progetto frutto della collaborazione tra Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento, Fondazione Caritro, Associazione per il Coordinamento Teatrale Trentino e Unione Interregionale Triveneta Agis: tre studi teatrali delle compagnie selezionate attraverso il bando promosso dal progetto, saranno presentati in anteprima al Teatro Don Bosco martedì 10 luglio alle 20.30. Il progetto include anche il convegno dal titolo Normative nazionale e regionali in tema di spettacolo dal vivo, ospitato dal Festival nel pomeriggio dello stesso martedì 10 luglio e organizzato in collaborazione con l’associazione Culturale ATeatro di Milano. Al centro della riflessione ci saranno le politiche pubbliche in materia di spettacolo dal vivo, sia in ottica nazionale che territoriale, con uno sguardo privilegiato sul Triveneto.

A margine del programma principale anche alcune attività collaterali, dedicate anche ai più piccoli. Dal 6 al 15 luglio in Piazza Municipio il progetto Carrousel, un’installazione itinerante di storie per bambini e bambine curato da Compagnia dei Somari e Seggiolina Blu. Il Sogno A.P.S. e Associazione Culturale Anomalia cureranno invece Melting Pot, un pre-festival (29 giugno – 1 luglio, sala Maier) che offrirà una panoramica sulle risorse artistiche e creative del territorio. Tra le ore 18.00 e le ore 23.00 di tutti i giorni di Festival sarà possibile visitare la mostra Il sentiero nel bosco, curata da Articà – Atelier d’arte di Anfass Trentino Onlus. Sabato 7 alle ore 18 presso la Galleria Contempo, sarà invece inaugurata la mostra Meccanica dei sentimenti, una riflessione in forma d’arte su come, nella società contemporanea, avviene la comunicazione delle nostre emozioni, firmata da Giorgia Pallaoro, artista perginese.

FORESTA URBANA

A fare da cornice al ricco programma teatrale, il progetto Foresta Urbana, realizzato grazie al contributo di Fondazione Caritro e realizzato in collaborazione con Opera Universitaria, Acropoli, APE Trento, associazione culturale Anomalia, Conservatorio Bonporti, Dancity Festival (Foligno), Ente Nazionale Sordi Trento, Sanbaradio, L’Universitario. Nel cuore del centro storico di Pergine, in piazza Fruet, sarà allestito un giardino urbano temporaneo grazie al progetto di arredamento urbano firmato da Tobia Zambotti, che vuole essere il punto d’incontro del pubblico del Festival, con un lounge bar e, nei weekend, un angolo ristoro a cura del COPI della condotta Slow Food Lagorai. Per 10 giorni la piazza verrà animata da eventi ed iniziative gratuite, concerti e dj-set pre o post-spettacolo, incontri, approfondimenti, interviste agli artisti in programma, curate dal critico teatrale Roberto Rinaldi, direttore della rivista online Rumor(s)cena, media partner del Festival.

NO LIMITS – FESTIVAL ACCESSIBILE

Dal 2012 Pergine Festival ha attivato NO LIMITS, un progetto nato per garantire accessibilità e inclusione a persone con disabilità sia fisica che sensoriale, realizzato grazie alla collaborazione di Anffas Trentino onlus, Coop. CS4, Ente Nazionali Sordi di Trento, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Trento, Centro Franca Martini, Coop. Handi-CREA, Coop. Senza Barriere, Coop. Vales, MART Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Durante i giorni di Festival saranno messi a disposizione servizi gratuiti per persone con bisogni particolari e diverse abilità. Le possibilità sono diverse: l’accesso al trasporto prima e dopo lo spettacolo, l’audiodescrizione o audiointroduzione per Non Vedenti, sottotitoli o servizio di interpretariato della Lingua dei Segni Italiana per Non Udenti. Saranno tre gli spettacoli sottotitolati per Non Vedenti, due quelli proposti con traduzione simultanea in Lingua dei Segni Italiana, quattro gli spettacoli audio-introdotti e uno di questi completo di audio-descrizione. Inoltre, il programma segnala chiaramente l’accessibilità: numerose installazioni sono infatti adatte a qualsiasi tipo di pubblico.