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    Chiude la 43esima edizione: un’edizione di successo

    Applausi e soddisfazione per il 43° Pergine Festival in un’edizione di cambiamento e sviluppo. Temi di attualità, artisti da tutta Italia e dall’Europa, coinvolgimento della comunità e accessibilità hanno fatto registrare a Pergine circa 7000 presenze.

    È terminato lo scorso 15 luglio tra gli applausi del pubblico e la soddisfazione della direzione artistica e dello staff, il 43° Pergine Festival.

    Un’edizione, quella appena terminata, che ha segnato un importante momento nella storia del più longevo festival del Trentino. Un nuovo nome, una nuova direzione artistica, un rapporto più consapevole con il territorio e la comunità, uno sguardo ancora più aperto verso l’Europa, una sempre più convinta attenzione ai linguaggi del contemporaneo: queste le caratteristiche che hanno determinato l’edizione 2018, la prima guidata interamente da Carla Esperanza Tommasini: «Sono davvero contenta e soddisfatta di questa edizione – afferma Tommasini –. Mesi di confronto e riflessioni si sono realizzate in dieci giorni di installazioni, spettacoli e performance che hanno dato vita a quel concetto di partecipazione che volevo essere rappresentativo di Pergine Festival: progetti che hanno mostrato chiaramente questa nuova tendenza di coinvolgimento del teatro contemporaneo, rendendo il pubblico protagonista consapevole del proprio ruolo. Inoltre, una semplificazione della comunicazione e una nuova identità grafica hanno perfettamente raccontato lo spazio di incontro e di dialogo che voglio diventi il Festival. Desideravo e continuo a desiderare infatti che Pergine Festival sia una piazza aperta in cui offrire occasioni per agire sul territorio e sulla comunità in modo significativo. Continueremo certamente in questa direzione».

    I NUMERI

    Sono circa 2000 i biglietti staccati per gli spettatori paganti e si calcolano 5000 passaggi per le vie del centro storico e le piazze animate da installazioni e eventi accessibili e gratuiti, per un totale di circa 7000 presenze. Un bilancio decisamente positivo, al quale si aggiungono, oltre ai commenti raccolti tra il pubblico, anche alcuni altri dati quantitativi:

    70 eventi, di cui 52 tra spettacoli e performance, 10 tra concerti e dj-set, 5 installazioni urbane, 3 mostre;
    7 spettacoli accessibili alle diverse abilità;
    1 convegno sulle politiche culturali nazionali e regionali;
    280 persone partecipanti ad ATLAS PERGINE, progetto fotografico prodotto da Pergine Spettacolo Aperto e curato da Elisa D’Ippolito che ha ritratto la comunità perginese;
    40 partecipanti ai laboratori per la realizzazione di spettacoli partecipativi curati da mala voadora, Eleonora Pippo, Dynamis e Dance Makers;
    23 giovani volontari del territorio;
    88 tra artisti, giornalisti e professionisti che hanno alloggiato a Pergine nel periodo compreso tra il 18 giugno e il 15 luglio, per un totale di 478 pernottamenti e oltre 700 pasti nei locali convenzionati.

    Si conclude quindi un festival che ha avuto un impatto positivo a trecentosessanta gradi. Dal punto di vista culturale, con artisti arrivati a Pergine dalla scena locale, nazionale e internazionale che hanno portato sul palco riflessioni e nuove visioni di tematiche di bruciante attualità, in un contesto inclusivo e reso accessibile alle diverse abilità. Dal punto di vista economico con un indotto significativo sul territorio, che apre le porte a una visione integrata della cultura e del turismo.