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    Si conclude la “tempesta perfetta” del Festival

    Si è conclusa con un’affollatissima piazza Municipio animata dalla dance-karaoke di Glen Çaçi, coreografo, musicista e performer della compagnia Motus, l’edizione numero 41 di Pergine Spettacolo Aperto dedicata al tema della crisi e del cambiamento sociale ed economico in atto. Uno sguardo sul contemporaneo che mai come quest’anno ha coinvolto la comunità e i suoi spazi (appartamenti privati, piazze, fabbriche dismesse, cortili) presentandosi innanzitutto come occasione di “esperienza” e di gioco. Oltre 60 gli artisti provenienti da Italia, Germania, Gran Bretagna per un totale di 107 eventi diffusi in tutta la città. Primo su tutti il geniale “Europa a domicilio (Home visit Europe)” del collettivo tedesco Rimini Protokoll, uno dei punti di riferimento per tutto il teatro di avanguardia internazionale, replicato in prima nazionale in ben 24 case private messe a disposizione dagli abitanti di Pergine. Molto partecipato anche il torneo di calcio variabile a tre porte ideato e condotto dai romani Dynamis: Piazza Fruet si è trasformata per l’intera durata del festival in campo da calcio, ma con regole, teatrali e sportive, completamente ribaltate e antitetiche rispetto al classico schema di contrapposizione agonistica: tre squadre, di tre giocatori l’una, si sono sfidate in un campo esagonale a tre porte, con un arbitro che sarebbe stato da esempio a Moreno.

    “I meccanismi del gaming – commenta la direttrice artistica del festival, Cristina Pietrantonio – hanno dominato molte proposte di questa edizione, facendosi veicolo per affrontare temi scottanti e attualissimi, come l’Europa, l’identità di genere, l’economia, la politica, i processi decisionali e il conflitto. Lo spettacolo dal vivo sta attraversando una fase di incredibile mutamento, rispecchiando i movimenti profondi di una cultura che ha perso molti dei suoi punti di riferimento. Il festival in queste ultime edizioni ha raccolto questa sfida e offre una cornice di esperienza, dove artista e fruitore si incontrano in una relazione di co-creazione, che trova il suo senso proprio nell’incontro vivo, irripetibile, non riproducibile al di fuori del live”. Insieme al gioco, chi si è lasciato incuriosire e ha frequentato Pergine nei giorni scorsi ha potuto imbattersi in angoli di poesia, come un piccolo tempio di farfalle-ex voto curato dalla giovane promessa artistica trentina Andrea Fontanari, una mappa emotiva della città che emerge dai ricordi legati ai suoi luoghi (“Menomsyne” del collettivo milanese Effetto Larsen), la riscoperta di un mondo economico passato rimasto incredibilmente intatto all’interno delle ex Lanerie dal Sasso (“Macinante” di Circolo Bergman). “Mi rendo conto – continua Pietrantonio – che il pubblico più tradizionale degli appassionati di teatro, e forse alcuni critici, restano spesso spiazzati da questi nuovi fenomeni artistici, che al contrario sono capaci di attrarre chi, non avendo precisi termini di paragone come la generazione dei più giovani, è maggiormente disponibile a mettersi in gioco e a farsi coinvolgere”.

    Molto applauditi sono stati comunque anche gli spettacoli più tradizionali, ma solo in apparenza, in programma, come “Fäk Fek Fik” di Dante Antonelli – vincitore miglior spettacolo, miglior drammaturgia, migliori attrici Roma Fringe Festival 2015 –, “Dopodiché stasera mi butto” di Generazione Disagio, “Thanks for Vaselina” di Carrozzeria Orfeo e “Mad in Europe”, il nuovo spettacolo della pluripremiata drammaturga Angela Demattè (vincitore premio Scenario 2015).

    “Questa edizione – continua la direttrice artistica – è forse quella che più di altre in precedenza si proietta in una dimensione innovativa, fuori circuito, fuori dagli schemi, fuori dai luoghi deputati allo spettacolo dal vivo, restando insieme inclusiva, grazie anche all’investimento pluriennale nel progetto No limits che intende aprire il festival anche a pubblici con particolari esigenze di fruizione (con servizi di accompagnamento dedicati, audiodescrizione per non vedenti, utilizzo della lingua italiana dei segni e molto altro ancora). Una dimensione in dialogo con i fermenti europei, riconosciuta tra l’altro dall’inserimento nel circuito EFFE (Europe for Festivals, Festivals for Europe) e dal finanziamento sul bando Creative Europe 01618”.